Ci ispiriamo al Lindy Hop

lindy hop, il ballo afroamericano di primi Novecento

Ci siamo ispirati al Lindy Hop, il ballo che prese il suo nome da un’epica impresa aviatoria.

Battezzato durante una festa su un transatlantico, il Lindy (nomignolo di Charles Lindbergh) Hop (salto) celebra l’attraversata transoceanica (il balzo appunto) che Lindbergh effettuò in solitaria (primo al mondo) il 20 maggio e 21 maggio 1927 a bordo dello Spirit of St. Louis.

Il Lindy Hop è il ballo che ci ha ispirato per la nostra impresa, quasi cento anni dopo.

Inventato e diffuso da Harlem in tutto il mondo

Inventato da George “Shorty” Snowden su quel famoso transatlantico e successivamente diffuso dal suo principale sperimentatore, Frankie Manning, il Lindy Hop prende piede al Savoy Ballroom di Harlem per giungere in Europa dopo un lungo periodo di oblio.

Si balla al ritmo di swing ed è genitore del boogie-woogie.
Oggi è una delle discipline più diffuse in Europa.


Caratteristiche del movimento legato al Lindy Hop

Il Lindy Hop oggi si è trasformato in qualcosa molto simile ad un vero e proprio movimento sociale simile a quelli già visti attorno ai fenomeni dei balli latino americani.

Dal punto di vista dell’immagine si distingue per aver mantenuto intatto negli anni il gusto per l’abbigliamento ed i mille accessori rimasti di ispirazione culturale del primo trent’ennio americano del Novecento.


Lindy Hop come fenomeno sociale

Il Lindy Hop riesce ad aggregare dalle poche unità a diverse decine di hoppers, in qualunque circostanza, diventando centinaia durante festival e manifestazioni organizzate.
Nessun incontro, anche clandestino viene disertato.
Siamo di fronte ad una vera e propria tribù in ballo.
Gli hoppers sono fedeli praticanti anche se incontrano molte difficoltà quando si tratta di abbigliarsi a tema.

Soprattutto l’uomo (detto leader) deve accontentarsi dell’abbigliamento vintage scovato nei mercatini dell’usato.
È questo il principale limite di chi vorrebbe farsi coinvolgere appieno nel clima della golden era ma non ci riesce per mancanza di articoli adatti.

Spirit of St. Louis però estende il proprio raggio di interesse molto oltre allargando il nostro obiettivo a più interessi ed occasioni di vestirsi “bene”, incluso quello del tempo libero rendendoci ecumenici.
Ma questa è un’altra storia.


 

Scelta dello stile

Abbiamo deciso di sposare appieno la filosofia di questo mondo, nato nei bassifondi newyorkesi, e mosso da persone povere investite in pieno dalla crisi del ‘29, in tutta la dignità – ed oggi reperti stilistici di valore inestimabile – dell’abbigliamento di quelle fasce sociali trala fine degli anni 20 e i ‘50.
Noi lo vorremmo vedere indossato per le strade, durante lo shopping, al lavoro, sui mezzi, nel tempo libero…

La nostra prima scelta
(Spirit of St. Louis)

Spirit of St. Louis è il nome dell’aereo con cui Lindy tentò e riuscì nell’impresa di attraversare l’Oceano Atlantico, primo al mondo in solitaria.

È l’ultimo della lunga serie di nomi a cui abbiamo pensato, eppure è quello che più ci intriga, perché racchiude in sé lo spirito dell’avventura, quella riuscita a Lindbergh e quella che vorremmo tentare noi con questo progetto.

Al tempo stesso contiene ritmo e suono, proprio come la musica che amiamo ballare.
Non si limita a descrivere un prodotto, e non è cucito su alcun target, e in fondo racchiude in sé il significato stesso della vita.

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