Vi raccontiamo l’incredibile leggenda di un postino sull’oceano, un gangster, un pugile, dei jazzisti e un nanetto che inventa il Lindy hop

Il 20 e il 21 maggio ricorre l’anniversario della trasvolata in solitaria di un postino, Charles Lindbergh (avvenuta nel 1927) e dell’invenzione del Lindy hop.
Ecco la loro incredibile storia, che abbiamo pensato di ricordare con una playlist speciale su Spotify della stessa durata di quell’impresa.

 

Stiamo per raccontarvi una leggenda che scivola su un oceano, tra pallottole e swing, che nessuno vi ha mai raccontato, in cui alla fine tutti ballano.

Queste incredibili vicende si svolgono in pieno proibizionismo, siamo sul finire degli anni 20 ed è ancora l’epoca delle grandi imprese che si inscriveranno sulla corteccia dell’albero delle leggende.

Storia di un’aquila solitaria e di Shorty George, delle leggende dello swing e del Cotton Club

C’è un pilota postale che ha deciso di tentare l’impresa che non è ancora riuscita a nessun pilota: decollare da New York ed atterrare a Parigi, attraversando l’Oceano Atlantico da solo.
Ci hanno provati in molti in coppia e soltanto ad una è riuscito, in verso opposto.

Tutti gli altri hanno fallito scomparendo per sempre nelle gelide acque, senza mai più essere stati ritrovati.

È un’America ancora lontano dal compiersi come potenza mondiale come la conosciamo oggi e ancora non sa che l’aspetta il martedì più nero della sua storia che da qui a due anni vedrà crollare la Borsa di New York; nel ’29.


 

Il Cotton club raccontato in questa storia

Il pugile Jack Johnson e il gangster Owney Madden in una foto segnaletica

Il pugile Jack Johnson e il gangster Owney Madden ritratto in una foto segnaletica

 

Intanto l’Europa stenta ancora a riprendersi dalla prima guerra mondiale e in Germania è ormai stato lanciato il seme del nazismo.
E mentre in Germania nasce l’industrial design, negli States inventano lo swing.

Ma proibizionismo vuol dire anche malavita, mafia italiana e irlandese in particolare. Stavolta però sarà un gangster inglese: Owney Madden, a intrecciare la sua storia con il nostro volo nel passato.
Maddy, detto il killer, nel 1923 estorce con la forza un night club al pugile Jack Johnson; il primo pugile di colore a diventare campione dei pesi massimi e quel club è sulla breccia da un paio di anni.

Lui, Maddy gli cambia il nome: da Club Deluxe a Cotton Club.
Johnson invece Verrà condannato per altre faccende, ovvero per il reato di relazioni amorose “improprie”, cioè con donne bianche.

Al Cotton Club si suona solo musica nera per soli bianchi.
Quella musica è lo swing e a suonarla ci sono degli emergenti artisti di colore come un certo Duke Ellinghton, Cab Calloway, Jimmie Lunceford e Louis Armstrong.

È appena iniziata la swing era e nel Cotton club diventerà famoso il ballo del Lindy hop.


La leggenda di Duke Ellington

Da qualche altra parte sullo stesso oceano sopra al quale un aeroplanino sta volando, un transatlantico solca le onde cullato dal ritmo dello swing.
Un piccolo ometto, che tutti chiamano proprio shorty, è il protagonista assoluto della scena.

Con i suoi balzi sembra poter essere in grado di saltarlo lui in un colpo solo quell’oceano.
Lui è Snowden, George shorty Snowden e di professione non si sa cosa faccia. Che professione può fare un piccoletto tutto nero rintanato nei bassifondi della New York razzista di quegli anni?

Ma quello che sa fare da Dio è ballare.
Shorty è irrefrenabile e compensa la sua bassa statura con quei balzi e quelle piroette che fanno girare la testa alle donne alte i doppio di lui.

Hop George, hop!
Balla George, per festeggiare quell’impresa che sta portando Charlie Lindy dall’altra parte.
Hop George, che forse ci riesci anche prima di lui.


Shorty George

Balla George che mentre Parigi aspetta quell’aeroplanino, il Cotton Club aspetta di poter ballare quel Lindy hop che hai appena inventato.
E non importa che siano i bianchi i soli a poterlo fare lì dentro, perché poi il Lindy hop lo balleranno anche al Savoy Ballroom: il primo locale al mondo ad abbattere le barriere dell’apartheid fra bianchi e neri.

E lascia che l’aeroplano continui nella sua impresa impossibile.

Intanto, sospeso tra la vita e l’Oceano Atlantico…

Quell’areoplanino è lo Spirit of St. Louis e a pilotarlo c’è Charles Lindbergh detto Lindy, impegnati entrambi nel compiere quel balzo transoceanico, hop nello slang americano, che non è mai riuscito a nessuno.
Stai a cavallo tra due giorni e una notte, per il viaggio da NY a Parigi. Ci vogliono 33 ore e rotti minuti per arrivarci, se ci arrivi.

Partenza fissata per il 20 maggio nonostante la pioggia renda ancora più difficile quell’immane impresa.
Lindy non ha dormito per tutta la notte. Rumori dalle stanze vicine e poi quel temporale che ha flagellato la città per giorni e giorni lo hanno tenuto sveglio e tormentato.

Non si sapeva neanche se sarebbe riuscito a staccare dal fango della pista sterrata, il povero Spirit of St. Louis. Ma l’impresa non poteva aspettare, perché quel cielo di quei tempi era infestato di avventurieri alla caccia dello stesso alloro che voleva Lindy per primo. E da un giorno all’altro qualcuno avrebbe potuto scipparglielo.

Lindy hop pantalone gurkha di Spirit of St. Louis con cinturini in vita completamente ridisegnati

Lindy Hop è il pantalone gurkha in stile militare come quello dell’aeronautica britannica intorno all’anno 1944. Spirit of St. Louis lo ha rivisitato per renderlo più confortevole

DAI UN’OCCHIATA A QUESTO PANTALONE


Hanno scelto di battezzarlo così quell’aeroplanino, perché St. Louis è stata la città più generosa nella raccolta dei fondi necessari a costruirlo. Un crowdfunding ante litteram.

Un apparecchio di legno rivestito di tela, senza radio per comunicare e con le attrezzature per la navigazione ridotte all’osso pur di fare spazio ad un serbatoio più capiente, unica vera speranza di farcela.

Adesso è lassù, mentre George balla il suo ballo, non il ballo di George ma di Charles, il Lindy hop è il balzo di Lindbergh e George lo balla per lui, su quella nave.
In compagnia di neve, freddo, pioggia e quel dannato sonno che lo tormenta, Lindy ci dovrà stare per 33 ore, 30 minuti e 29.8 secondi esatti, prima di toccare terra e vincere la sfida più difficile dell’epoca.

 

Il NY Times celebra l'impresa di Lindebrgh

Il NY Times celebra l’impresa di Lindebrgh


È nato il Lindy hop, Spirit of St. Louis lo festeggia in musica

Lindy hop spotify playlist by Spirit of St. Louis ItaliaPer celebrare il 92° anniversario di questa leggenda abbiamo preparato una lunga playlist della stessa durata di quel sospiro rimasto sospeso per 33 ore e mezza.

Abbiamo fatto del nostro meglio per farvi ascoltare il miglior swing con una spruzzatina di Rock’n’roll, tra brani d’epoca ed altri più recenti (con qualche sorpresa che speriamo non offenda i puristi dello swing).

Se sei curioso o vuoi immergerti nel ritmo dello swing, la playlist è pubblica e gratuita.
Festeggia con noi!

Chissà quanti oggi riuscirebbero a danzare come faceva shorty George per lo stesso tempo impiegato da Lindy a fare il suo balzo da NY a Parigi.

Riuscire a ballare ininterrottamente tutti e 635 brani sarebbe certamente un’impresa altrettanto incredibile ma senz’altro senza alcun rischio. Lasciamo agli eroi dell’epopea dei temerari il pericolo e teniamoci tutto il divertimento.

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